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RELAZIONE ANNUALE AL CONSIGLIO COMUNALE DEL DIFENSORE CIVICO  AVV. marcello BONAVENTURA  ANNO 2001

Capitolo 1
Capitolo 2
Capitolo 3
Capitolo 4
Capitolo 5
Capitolo 6
Capitolo 7
Capitolo 8
Capitolo 9
Capitolo 10

Per tre giorni il mare in tempesta aveva battuto la spiaggia antistante il villaggio dei pescatori.
L'alba del quarto giorno vide il mare ritirarsi e lasciare sulla sabbia centinaia e centinaia di stelle marine agonizzanti.
Le onde le avevano strappate dal fondo del mare e scagliate sulla spiaggia.
Presto il calore del sole le avrebbe fatte morire.
L'anziano capo del villaggio osservava una scena già vista altre volte, sapendo che è nel destino di molte stelle marine finire la propria vita sotto il sole cocente.
Ad un tratto l'anziano capo notò in lontananza un giovane che camminava lungo la spiaggia, rimettendo in acqua le stelle marine.
"Che sciocco…" pensò il vecchio "Non potrà mai salvarle tutte! Sono centinaia e centinaia!"
Poi, vedendo che il giovane proseguiva nella sua opera, lo raggiunse in spiaggia e così lo apostrofò: "La tua fatica è inutile! Non potrai salvarle tutte, non vedi che sono troppe?"
Il giovane non rispose, ma si chinò su un'altra stella morente, la raccolse delicatamente e la mise in acqua.
La stella lentamente si adagiò sul fondo del mare, riprese vita e parve sorridere.
Ed il vecchio insistendo "Stai perdendo il tuo tempo! Cosa cambia se ne salvi qualcuna?"
Solo allora il giovane rispose: "Non chiederlo a me…" disse indicando la stella tornata alla vita  "… domandalo a lei".
Il sentimento che ispira il superiore racconto mi ha accompagnato in questi due anni di attività.
Osservare disfunzioni e carenze, ascoltare le proteste dei cittadini,  toccare con mano i disagi dei meno abbienti, giorno per giorno, mese per mese, possono farti sentire attorniato da centinaia di stelle marine agonizzanti sulla spiaggia.
E non serve a quel punto sapere di non poter risolvere tutti i problemi, di non poter aiutare tutti.
Serve soltanto rimboccarsi le maniche e profondere in ogni singolo procedimento entusiasmo e fiducia, come se dalla soluzione di quel caso dipendessero le sorti dell'intera comunità.
Questa l'unica forza del Difensore Civico, questo ciò che disorienta chi è causa di disfunzioni, carenze, irregolarità, omissioni.
E giorno per giorno ho continuato a svolgere le funzioni attribuitemi dalla Legge e dallo Statuto Comunale, denunziando il non corretto funzionamento dell'ente e richiedendo all'Amministrazione ed alla burocrazia quei provvedimenti atti a ripristinare il buon andamento della pubblica amministrazione.
Mi aspettavo, peraltro, che il passaggio dalla gestione commissariale al governo "politico" del Comune potesse migliorare il funzionamento della macchina burocratica, ponendo un freno alle disfunzioni evidenziate con la mia prima relazione annuale.
Si pensava insomma che l'accentramento dei poteri in capo ai vertici burocratici venisse eliminato, riprendendo la politica quel ruolo di preminenza e guida che solo la legittimazione  del voto può attribuire.
Ma così non è stato.
Si è assistito ad una dichiarata ma illusoria rotazione di incarichi dirigenziali che - secondo quanto stabilito dalla magistratura (vedi cap.2) - è solo servita per rimuovere dalla Polizia Municipale il Comandante Avv. Francesco D'Anna e mettere al suo posto il Ragioniere Generale, Dirigente Capo Settore Finanze.
Per il resto sono stati mantenuti gli incarichi a scavalco per il dott. Salvatore Scibilia (Dirigente Capo Settore Affari Generali, Dirigente Capo Settore Sviluppo Socio Economico, Vice Segretario Generale) e per il Ragioniere Generale Rosario Musmarra (Dirigente Capo Settore Finanze, Dirigente Capo Settore Polizia Municipale sino al novembre 2001 e oggi Dirigente Capo Settore Pubblica Istruzione). Al Funzionario geom. Salvatore Messina è stata confermata la responsabilità del servizio Metano, del servizio Acquedotto, della Telefonia e della Direzione del Macello Comunale.
Solo per il Dirigente Capo Settore avv. Pietro Caudullo si è ritenuto di non confermare l'incarico a scavalco.
Eppure nel corso della discussione della prima relazione annuale del Difensore Civico il Sindaco, dott. Antonino Nicotra, ebbe a dichiarare di "avere la contezza e quindi la percezione di quello che significa non poter e non dover più mantenere incarichi a scavalco".
Ma tale consapevolezza non è bastata al Sindaco per eliminare, in questo primo anno di mandato, gli incarichi a scavalco.
Sul potere dell'apparato burocratico rispetto alla politica nessuna buona nuova quindi, o forse un peggiorare della situazione stante il sostegno, o il mancato intervento, da parte dell'Amministrazione rispetto a comportamenti discutibili posti in essere  dalla dirigenza (cfr. procedimenti Comando Polizia Urbana - Urbanistica costi di costruzione - Doppia indennità per incarichi a scavalco - Partecipazione al torneo nazionale di calcio per Polizie Municipali).
Il quadro generale che emerge dalla mia seconda relazione non fa intravedere effettivi miglioramenti, fatta eccezione per il Settore Lavori Pubblici, né sul piano dei concreti risultati ottenuti dall'Amministrazione, né sotto il profilo di una programmazione o di una metodologia di gestione che possano far sperare in un futuro migliore.
Ciò viene detto alla luce dell'attività di difesa civica svolta nel periodo dall' 1.11.00 al 31.12.01, del numero dei procedimenti intrapresi, della loro natura e della gravità di fatti rispetto ai quali l'Amministrazione, nel migliore dei casi, non ha ritenuto di intervenire.
Ogni altra valutazione viene lasciata al Consiglio Comunale.
Al Difensore Civico spetta forse il compito di continuare a ripetere quelle semplici verità che emergono dai procedimenti istruiti e che peraltro sono sotto gli occhi di tutti, che molti sussurrano o dibattono privatamente, che sono condivise, ma che ragioni  di strategia politica, tattica ed opportunità elettorale sconsigliano di divulgare apertamente.
Ed è per questo che nella presente relazione limiterò al minimo commenti e valutazioni, illustrando al Consiglio Comunale l'iter di alcuni dei procedimenti trattati, procedimenti che sono emblematici di quello che è il funzionamento del nostro ente e del modo di intendere la gestione della cosa pubblica.     
I singoli casi illustrati sono infatti rivelatori di una cultura dell' esercizio del potere che, se non corretta, non potrà che produrre nuove e più accentuate disfunzioni.
Mi limiterò per tali procedimenti a riportare analiticamente i fatti accertati e le irregolarità rilevate, il contenuto del mio intervento e le risposte date dalla burocrazia e dalla Amministrazione.
Così facendo spero possa svilupparsi una discussione sui reali contenuti dell'attività del Difensore Civico, prescindendo da prese di posizione derivanti da schieramenti politici, di maggioranza o di opposizione, precostituiti.  
 
Capitolo uno: Patrimonio immobiliare comunale "Fortezza del Tocco".
Già nell'anno 2000 avevo sollecitato il Ragioniere Generale, Dirigente Capo Settore Finanze, ad adoperarsi perché il Comune rientrasse nel possesso di un immobile di interesse storico quale la "Fortezza del Tocco", attualmente detenuto da un privato cittadino.
Le richieste dell' Ufficio del Difensore Civico incontravano il consenso del Commissario Straordinario che, con ordinanza n.12 del 24/11/2000, disponeva lo sgombero della Fortezza del Tocco dalla occupazione del privato.
In data 8.6.01 richiedevo al Ragioniere Generale Rosario Musmarra, nella sua duplice qualità di Dirigente del Settore Finanze e del Settore Polizia Municipale, se si era provveduto ad eseguire la citata ordinanza di sgombero, riacquisendo l'immobile di proprietà del Comune.
Il rag. Musmarra, quale Dirigente Capo Settore della Polizia Municipale, comunicava che le informazioni richieste in relazione alla Fortezza del Tocco non erano a Sua conoscenza e che potevano essere assunte rivolgendosi all'Ufficio Patrimonio o all'Ufficio Legale.
Tale risposta mi lasciava, a dir poco, perplesso dal momento che il Dirigente in questione era ed è tutt'oggi, grazie alla consolidata politica degli incarichi a scavalco, anche  il Dirigente Capo Settore Finanze, a cui fa capo l'Ufficio Patrimonio.
Quindi a fronte di una richiesta di informazioni formulata al rag. Musmarra quale Dirigente dei Settori Finanze e Polizia Municipale, lo stesso (rispondendo quale Comandante della Polizia Municipale) invita il Difensore Civico a rivolgere la richiesta al Settore Finanze.
Ho quindi provveduto a segnalare al Sindaco, stante anche l'assenza del Nucleo di Valutazione, il comportamento del Dirigente in questione ed a inoltrare all' Ufficio Legale del Comune la richiesta di informazioni inerenti il procedimento di sgombero dell'immobile del Comune. Da tale ultimo Ufficio apprendevo, peraltro, che l'ordinanza di sgombero era stata sospesa dal Tribunale Amministrativo Regionale per un vizio di natura procedurale, mentre il legale incaricato dal Comune per il giudizio in questione aveva consigliato, con nota del 29.3.01, l'adozione di un nuovo provvedimento di rilascio esente dai vizi formali del primo. Il suddetto legale invitava inoltre il Comune a richiedere ad un precedente avvocato dell'ente la copia di un provvedimento inerente la Fortezza del Tocco "emesso da parte dell'Autorità Giudiziaria ordinaria di Acireale negli anni ‘70".
Nel luglio 2001 ho quindi sollecitato il Sindaco a voler porre in essere quanto suggerito dal legale del Comune, ma la richiesta del Difensore Civico è rimasta del tutto inevasa.
Il procedimento relativo alla Fortezza del Tocco fa anche capire che si è nei fatti impedito il corretto funzionamento dell' Ufficio Patrimonio che, si ripete, fa parte del Settore Finanze.
Con riferimento alla situazione complessiva del patrimonio immobiliare del Comune, si è appurato che l'Ufficio Patrimonio era sprovvisto dei contratti di locazione stipulati, che il responsabile di detto Ufficio per svariati mesi non ha avuto assegnata neanche una stanza, per poi essere trasferito ad altro settore.
E' poi risultata vana la richiesta di elenco degli immobili di proprietà comunale non utilizzati. In proposito voglio evidenziare come il Dirigente Capo Settore Finanze ha ignorato, per oltre un anno e mezzo, e continua ad ignorare tutt'oggi tale richiesta, formulata e reiterata con note datate 1.6.00/12.9.00/5.3.01/20.6.01. Va anche precisato che gli ultimi due solleciti sono stati inviati anche all'Assessore alle Finanze e che anche quest'ultimo ha ritenuto di non dover fornire alcun riscontro.
Violazione di precisi obblighi di risposta o non conoscenza da parte dell'Assessore e del Dirigente della consistenza del patrimonio immobiliare comunale?
Entrambe le ipotesi sarebbero indice di cattiva gestione della cosa pubblica.
Posso quindi affermare che le problematiche attinenti il patrimonio immobiliare del Comune, come quelle relative ai fitti attivi e passivi, restano tutt'oggi irrisolte, mentre vengono ostacolate le richieste di informazioni ed atti avanzate dal Difensore Civico.
 
Capitolo due: Incarichi dirigenziali relativi al Settore Polizia Municipale - Determinazioni Sindacali n.5 del 7.12.00 e n.116 dell' 8.6.01
Con la determinazione n.5/2000 il Sindaco ha ritenuto di conferire l'incarico dirigenziale relativo alla Polizia Urbana al Ragioniere Generale Rosario Musmarra, assegnando al Comandante dott. Francesco D'Anna la direzione del Settore Pubblica Istruzione.
Il provvedimento è stato impugnato dal dott. D'Anna ed il Tribunale di Catania ha accolto la domanda cautelare, definendo arbitrario ed illegittimo il provvedimento del Sindaco ed ordinando a quest'ultimo di restituire al dott. D'Anna lo status e le funzioni di Comandante del Corpo dei Vigili Urbani.
L'ordinanza del Tribunale, resa in data 24.4.01, si fondava, tra l'altro, sui seguenti elementi:
- assenza di una pur minima motivazione del provvedimento;
- mancata indicazione delle ragioni che avevano indotto il Sindaco a mettere a capo del Corpo dei VV.UU. il Ragioniere Generale, verosimilmente privo di nozioni di diritto penale e di procedura penale, di diritto amministrativo e di norme di edilizia urbana, nonché privo di esperienza in tema di addestramento e di formazione dei vigili.
Ma il Sindaco, con determinazione n.116 dell' 8.6.2001, reiterava la precedente disposizione, assegnando nuovamente il rag. Musmarra alla direzione della Polizia Urbana ed il dott. D'Anna a quella della Pubblica Istruzione.
A questo punto ho sentito il dovere, nel mio ruolo di garante dell'imparzialità e del buon andamento della pubblica amministrazione, di esprimere al Sindaco il mio dissenso circa la legittimità della ulteriore determinazione adottata, ritenendo che con tale provvedimento si finisse per non dare attuazione all'ordinanza del 24/04/2001 resa dal Giudice del Lavoro del Tribunale di Catania, senza peraltro superare le censure di legittimità evidenziate con la detta ordinanza in riferimento alla determinazione sindacale n.05 del 07/12/2000.
Il Sindaco, con nota del 19.7.01, comunicava di non condividere l'intervento del Difensore Civico.
Ebbene il Tribunale di Catania, accogliendo il ricorso ex art. 700 c.p.c. proposto dal dott. D'Anna avverso il secondo provvedimento del Sindaco, ha disposto nuovamente la reintegrazione del detto dott. D'Anna nella direzione e comando della Polizia Urbana.
Nella motivazione di quest'ultimo provvedimento si legge, tra l'altro, "pare in effetti illegittimo il provvedimento … siccome non sorretto da adeguata motivazione ed avente comunque carattere discriminatorio ….  appare illegittimo  sia perché affida le funzioni di Comandante del Corpo dei Vigili Urbani ad un dirigente amministrativo … neppure provvisto del diploma di laurea, per come all'uopo prescritto dal regolamento comunale e dal vigente CCNNL … il provvedimento di trasferimento appare ancor più illegittimo, laddove si consideri che, pure essendo stata la sua adozione formalmente giustificata col fatto che occorreva procedere … alla rotazione degli incarichi direttivi tra i dirigenti … di fatto tale rotazione non è in realtà avvenuta, se non nei confronti del solo ricorrente … in tal modo palesando l'intento discriminatorio in realtà perseguito dall'Amministrazione con il provvedimento in questione (per altro sostanzialmente ripetitivo nel contenuto del precedente provvedimento di trasferimento del 07.12.2000, poi dichiarato illegittimo … ".
Ci si chiede il perché di tanta perseveranza da parte dell'Amministrazione, anche dopo il primo pronunciamento dell' Autorità Giudiziaria, nell'assegnare un compito di dirigenza ad un soggetto privo dei titoli e delle competenze previste per tale tipo di incarico.
Quali i risultati ottenuti in termini di funzionalità dei servizi, di motivazione del personale, di costi per il Comune, di garanzia di legalità?
Va poi considerato che la Direzione della Polizia Municipale da parte del Ragioniere Generale non sembra aver giovato alla efficienza del Corpo se si considera che i procedimenti riguardanti il Settore sono aumentati dai venti del periodo 1.9.99/31.10.2000, agli attuali ventisette  del periodo 1.11.00/31.12.01. 
E in tale perseveranza si inquadra anche la vicenda della sospensione, per quasi un mese, della pubblicazione di un manifesto a firma di un Comitato Spontaneo per la legalità della Polizia Municipale di Acireale, manifesto che criticava proprio quei provvedimenti che l'Autorità Giudiziaria ha definito illegittimi.
Il provvedimento di sospensione della pubblicazione del manifesto veniva adottato il 17/08/01 dal Responsabile Servizio Tributi, nominato responsabile del procedimento con determinazione del Ragioniere Generale, Dirigente Capo Settore Finanze.
Avuta conoscenza di tale sospensione, ho evidenziato al detto Funzionario che:
- Il regolamento comunale non prevede alcun "doveroso esame sintetico e sommario del manifesto" (come affermato nell' atto di sospensione) prima della sua diffusione.
- Il nostro sistema giuridico non prevede più preventive valutazioni da parte della pubblica amministrazione in merito al contenuto di manifesti, pubblicazioni e quant'altro sia espressione del pensiero e delle opinioni.
- La motivazione del provvedimento del 17.08.01 appare  inconsistente anche per il continuo uso dei verbi al condizionale: "indurrebbe a ritenere"... avrebbe l'attitudine... presenterebbe elementi di presunto contrasto...".
- Il provvedimento appare inammissibile sotto il profilo formale. Ed invero il provvedimento "sospende l'esame dell'istanza e quindi la pubblicazione" del manifesto e ciò "fino all'acquisizione di elementi di certezza sulla legalità o meno del contenuto del manifesto". Non può infatti sospendersi l'esame di una istanza; ogni richiesta va esaminata e quindi accolta o respinta. In sostanza la Pubblica Amministrazione non può "sospendere" di svolgere i propri compiti.
- La sospensione è stata disposta "fino all'acquisizione di elementi di certezza sulla legalità" e quindi tale termine risulta assolutamente indeterminato ed indeterminabile.
- Sul piano sostanziale il provvedimento appare illegittimo poichè, senza formalmente decidere sulla istanza, concretamente impedisce l'affissione del manifesto. Il Funzionario titolare del procedimento aveva quindi il dovere di assumersi la responsabilità assegnatagli, provvedendo celermente sull'istanza e ponendo il cittadino nella condizione di tutelare,  anche in sede giudiziaria, l'eventuale violazione di legge posta in essere dalla pubblica amministrazione.
Ho quindi richiesto un sollecito esame dell'istanza di pubblicazione, evidenziando quanto accaduto al Segretario Generale ed al Presidente del Consiglio Comunale.
Con nota del 13.9.01 il Funzionario responsabile comunicava che si era dato luogo alla pubblicazione del manifesto.
La vicenda appare particolarmente grave poiché si è impedito per quasi un mese l'affissione di un manifesto - inerente la direzione della Polizia Municipale - in violazione delle basilari norme in materia di libertà di espressione e manifestazione del pensiero.
 
Capitolo tre :Determinazioni Dirigenziali Settore Polizia Urbana nn. 13-72-100/2001 adottate sui presupposti dell' impellente necessità e dell' evidente urgenza.
Con riferimento alle predette Determinazioni Dirigenziali adottate dal Capo Settore Polizia Urbana Rag. Rosario Musmara, ho riscontrato una serie di irregolarità ed incongruenze. 
In merito alla Determinazione Dirigenziale n. 100 del 16/07/01 (affidamento a trattativa privata mediante gara informale del servizio di gestione dei parcheggi a pagamento nel periodo estivo) ho rilevato che:
- Il provvedimento si richiama al comma 2° dell'art. 12 L.R. n. 4/96 che non consente l'affidamento a trattativa privata di servizi, ma solo di lavori pubblici e di forniture di beni.
- Se si volesse avere come riferimento normativo il 1° comma del predetto articolo (che prevede il ricorso alla trattativa privata per pubbliche forniture di beni e servizi), per come integrato dall'art. 8 L.r. n.39/1997, risulterebbe comunque carente il requisito della non programmabilità preventiva, mentre la gara informale sarebbe comunque viziata dal mancato invito ad "almeno cinque ditte", dal momento che la determinazione n. 100/2001 prevede la partecipazione alla gara informale soltanto delle tre ditte iscritte all'albo delle imprese di fiducia.
Alla luce di quanto esposto ho contestato la non corretta motivazione, sotto il profilo del richiamo normativo, della Determinazione Dirigenziale n.100/2001, nonché la diversità di trattamento tra le ditte interessate sotto il profilo della partecipazione alla gara informale. Ed infatti con precedenti Determinazioni dello stesso Dirigente n.72/01 (acquisto vestiario a trattativa privata mediante gara informale)  e n.13/01 (acquisto n.7 autovetture a trattativa privata mediante gara informale) si prevedeva la possibilità, esclusa nella determinazione n.100/01, di partecipazione alla gara di tutte le ditte che ne avessero fatto richiesta.
Va ancora evidenziato che:
- L'Assessore alla Polizia Urbana con nota 19/07/01 prot. gen. n. 14228 aveva richiesto al Dirigente Capo Settore P.U. la sospensione della gara conseguente alla Determinazione Dirigenziale n.100/01 e l'allargamento del numero di partecipanti, essendo del parere di invitare anche altre ditte che avevano avanzato richiesta.
- Il Dirigente Capo Settore P.U. non solo non ha seguito tale atto di indirizzo dell'Assessore ma con nota del 25/07/01 (inviata a ditta  che aveva contestato la mancata ammissione alla gara) dichiarava che "Per quanto concerne i termini di partecipazione delle ditte concorrenti essi sono stati stabiliti dal provvedimento dirigenziale con quale, per aderire ad analogo e preciso atto di indirizzo dell'Assessore al ramo, si provvedeva in via sperimentale ed esclusivamente per la corrente stagione estiva a scegliere il contraente fra le ditte iscritte nell'Albo delle imprese di fiducia del Comune".
In sostanza il Dirigente in questione giunge ad affermare in data 25.7.01 di avere ricevuto un atto di indirizzo da parte dell'Assessore di contenuto esattamente contrario alle indicazioni e richieste formulate proprio da quell' Assessore con nota del 19.7.01.
Con riferimento alle Determinazioni n.13/01 e n.72/01, è stato ancora evidenziato che non sono conciliabili "l'impellente necessità e l'evidente  urgenza" invocate nei provvedimenti, con il normale e prevedibile deterioramento per vetustà di autoveicoli e vestiario.
Attraverso la corretta programmazione e previsione di durata dei beni, può certamente darsi corso a procedimenti che garantirebbero trasparenza e maggiore economicità per l'ente. 
Ebbene tali osservazioni, inviate al Sindaco, al Segretario Generale, al Presidente del Consiglio Comunale, al Collegio dei Revisori dei Conti ed al Dirigente Capo Settore Polizia Urbana, non hanno avuto riscontro alcuno da parte dei destinatari.
Ecco che alla luce di episodi come questi diventano parole al vento espressioni come priorità della politica, valutazione dei dirigenti, atti di indirizzo, mentre tutto ciò fornisce un esempio concreto di un atto di gestione (nella fattispecie di un dirigente) che travalica e si contrappone ad un atto di indirizzo politico. 
 
Capitolo quattro: Composizione del Nucleo di Valutazione.
Con la prima relazione annuale avevo evidenziato come la riforma degli Enti Locali e dello Stato si muove nella direzione di attribuire maggiori poteri di gestione alla burocrazia, lasciando agli organi elettivi, e quindi alla "politica", i compiti di indirizzo, di programmazione e di verifica circa il raggiungimento degli obbiettivi programmati.
Ma siffatto meccanismo funziona solo a condizione che,  a fronte del maggior potere gestionale del burocrate, lo stesso sia chiamato a rispondere del proprio operato attraverso la verifica del raggiungimento degli obbiettivi e della correttezza degli strumenti utilizzati, verifica demandata in primo luogo ad organi di valutazione interni quale, appunto, il Nucleo di Valutazione.
Già nella precedente relazione avevo lamentato il mancato riscontro, da parte del Nucleo di Valutazione, alle segnalazioni avanzate.
Nel corso di quest'ultimo anno la situazione può dirsi solo peggiorata, dal momento che il Nucleo di Valutazione non è stato neanche costituito.
Ed infatti in data 4 maggio 2001 ho richiesto al Sindaco ed al  Segretario Generale se il Nucleo di Valutazione risultava costituito in tutti i suoi componenti.
In data 22/05/2001, il Segretario Generale Supplente comunicava "è allo studio dell'Amministrazione Comunale la ricomposizione dei componenti del Nucleo di Valutazione".
Nei primi del mese di ottobre, ritenendo che cinque mesi di studio fossero sufficienti all' Amministrazione per la scelta dei componenti dell'organo di valutazione, ho richiesto nuovamente al Sindaco ed al Segretario Generale se si era provveduto a ricostituire il Nucleo di Valutazione. Tale richiesta a tutt'oggi non ha avuto riscontro alcuno, né mi risulta per altre fonti che l'organo sia stato ricostituito.
Viene quindi a mancare sia la verifica sul raggiungimento degli obiettivi, sia il contrappeso al maggiore potere del burocrate.
E non è un caso che la dirigenza non riesca, salvi rari casi, a riorganizzare la propria attività attorno all'attuazione  di valori quali la qualità, il servizio al cliente-utente, la motivazione e la responsabilizzazione del personale.
 
Capitolo cinque: Torneo Nazionale di calcetto delle Polizie Municipali.
Con  Determinazione n.84 del 15/05/2001 il Dirigente Capo Settore Polizia Urbana, rag. Rosario Musmarra, disponeva l'adesione ad una manifestazione di calcio a cinque riservata alle Polizie Municipali d'Italia perché "motivo di prestigio per il Corpo di Polizia Municipale e per tutta la Città" ed autorizzava la partecipazione di sette agenti, in qualità di atleti, di un funzionario, un ispettore ed un ulteriore agente in qualità di accompagnatori. La determinazione collocava i predetti dipendenti in missione, li autorizzava ad indossare l'uniforme di servizio, autorizzava per il viaggio ed ai fini di rappresentanza l'utilizzo di una autovettura del Comune e disponeva l'anticipo della somma di £.3.500.000 al Funzionario accompagnatore, che al rientro dalla manifestazione avrebbe presentato apposito rendiconto.
A fine giugno alcuni organi di informazione riferivano della squalifica dal torneo della squadra della Polizia Municipale di Acireale.
Acquisite informazioni dal Gruppo Sportivo della Polizia Municipale di Montesilvano, risultava che:
- con dichiarazione datata 24.5.01 un Funzionario della P.M. di Acireale, in qualità di Presidente del G.S. Polizia Municipale di Acireale, aveva attestato che i giocatori partecipanti al 4° Campionato di Calcio a 5, indicati in allegato elenco, "sono in pianta stabile operatori di P.M. appartenenti alla stessa Regione";
- lo stesso Presidente del G.S. Associazione Sportiva VV.UU. Acireale aveva  trasmesso agli organizzatori del torneo un elenco dei giocatori iscritti  con indicazione delle date di nascita e dei relativi numeri di tesserini. In tale elenco, oltre ai nominativi degli atleti indicati nella determinazione dirigenziale, venivano inseriti ulteriori cinque agenti di polizia municipale, ma per due di essi le date di nascita venivano indicate in modo errato (dieci anni in meno per ognuno dei due agenti);
- la squadra della Polizia Municipale di Acireale era stata squalificata e retrocessa all'ultimo posto per illecito sportivo, in quanto alcuni giocatori ("tre giovani non appartenenti a  corpi di polizia municipale della regione") non erano in regola con i requisiti richiesti per partecipare al campionato;
- le distinte con i nominativi dei giocatori e i relativi tesserini di appartenenza al corpo di P.M. venivano visionati prima dell'incontro di calcio dai direttori di gara. Ne consegue che per far giocare "i tre giovani non appartenenti a corpi di polizia municipale" furono esibiti ai direttori di gara dei tesserini di P.M. di cui "i tre giovani" non potevano avere il possesso e la titolarità. 
Appare evidente la gravità di quanto sopra solo se si considera che per pervenire all'illecito sportivo si sono posti in essere atti e fatti che potrebbero avere rilievo anche penale.
Ma il Dirigente Capo Settore P.M. rag. Rosario Musmarra (riscontrando le richieste formulate da questo Ufficio) affermava che al Torneo non aveva "partecipato la squadra della Polizia Municipale di Acireale " ma "la squadra del Gruppo Sportivo della Polizia Municipale, associazione non riconosciuta, … cui il sottoscritto ha esclusivamente assegnato con la determina 84/2001 un contributo di compartecipazione alle spese". Il Dirigente ammetteva peraltro di aver appreso "dal Funzionario, ivi presente, … che il Gruppo Sportivo aveva utilizzato tre giovani non appartenenti a corpi di polizia municipale della regione" con conseguente squalifica della squadra.
Ho quindi contestato quanto sostenuto dal Dirigente Capo Settore P.M., in quanto la determinazione n.84/2001:
- disponeva l'adesione ad "una manifestazione di calcio a cinque riservata alle Polizie Municipali d'Italia";
- autorizzava " la partecipazione, in qualità di atleti, degli agenti ... alla manifestazione … riservata alle Polizie Municipali Italiane";
- autorizzava la partecipazione di ulteriori tre soggetti, tra cui un Funzionario, in qualità di accompagnatori;
- collocava "i predetti dipendenti in missione dal 26.5.2001 al 03.06.2001";
- autorizzava "il predetto personale ad indossare l'uniforme di servizio";
- autorizzava "per il viaggio …ed ai fini di rappresentanza l'utilizzo dell'autovettura Fiat Punto";
- autorizzava "l'Ufficio di Ragioneria ad anticipare dal capitolo 1144 bilancio 2001 la somma di £.3.500.000…" al Funzionario accompagnatore "il quale al rientro presenterà apposito rendiconto che formerà oggetto di regolare atto amministrativo" (va in proposito precisato che il capitolo 1144 del bilancio 2001 è destinato all'anticipazione somme per missioni ad amministratori e dipendenti).
E' evidente quindi che alla manifestazione aveva aderito il Comune di Acireale, inviando propri dipendenti appartenenti alla Polizia Municipale, con funzioni anche di rappresentanza del Corpo, ponendo i detti dipendenti in missione, anticipando al Funzionario accompagnatore e non al Gruppo Sportivo (che non viene mai menzionato nella determinazione n.84/20001) la somma di Lire 3.500.000 prelevandola da un capitolo di  bilancio destinato all'anticipazione di somme per missioni ad amministratori e dipendenti
Le affermazioni del Dirigente Capo Settore Polizia Municipale, che escludevano ogni responsabilità dell' ente e dei dipendenti coinvolti in tale vicenda, appaiono pertanto smentite dal contenuto della Determinazione n.84/2001.
Inoltre il Dirigente Capo Settore Polizia Municipale, dopo il ritorno degli atleti ed accompagnatori dal torneo e la diffusione da parte di organi di informazione di notizie sull'esito del torneo, con la determinazione n.99 del 13/07/2001 afferma che "Vista la propria determinazione n.84 del 15/05/2001, con la quale è stata disposta, fra l'altro, la concessione di un contributo di partecipazione alle spese di Lire 3.500.000 per la partecipazione del Gruppo Sportivo alla manifestazione ..."
Ciò è palesemente smentito dagli atti poiché con la Determinazione n.84/2001, come sopra detto, è l'ente comunale ad aderire alla manifestazione, non si fa  menzione di alcun Gruppo Sportivo, la somma di Lire 3.500.000 viene anticipata al Funzionario accompagnatore e non al Gruppo Sportivo, la detta somma viene prelevata da un capitolo di bilancio destinato all'anticipazione di somme per missioni ad amministratori e dipendenti ( e non da quello relativo a contributi ad associazioni).
Si è quindi richiesto al Dirigente Capo Settore Polizia Municipale se intendesse:
- accertare le modalità attraverso cui si era pervenuto all'illecito sportivo;
- individuare i soggetti che si sono resi responsabili dei fatti accertati, o che avevano il dovere di impedire l'illecito;
- emettere gli eventuali provvedimenti sanzionatori.
Il Dirigente Capo Settore Polizia Municipale con nota del 14.9.01 ribadiva " le considerazioni già espresse" non condividendo quanto da questo Ufficio manifestato e dichiarava pertanto archiviato il procedimento.
Ciò dimostra come il Dirigente in questione abbia cercato, con motivazioni inconsistenti e contraddette dalle determinazioni adottate e  dalla documentazione inviata dal Gruppo Sportivo Polizia Municipale di Montesilvano, di escludere le evidenti responsabilità dei dipendenti coinvolti in tale vicenda.
Stante il rifiuto del Dirigente Capo Settore Polizia Municipale all' accertamento delle responsabilità, e l'assenza di intervento del Sindaco e dell' Assessore alla Polizia Urbana, regolarmente informati dei fatti avvenuti, ho ritenuto di segnalare quanto sopra anche al Consiglio Comunale.
Il Presidente del Consiglio, "sentiti i capi gruppo consiliari" ha comunicato
" - di non dover intervenire sulla problematica, in quanto non vengono ravvisati gli estremi per le valutazioni da parte del Consiglio Comunale;"
"- di attendere eventuali provvedimenti dell' Autorità competente cui Ella si è riferita".    
Resta, infine, la consapevolezza che la partecipazione ad una manifestazione sportiva a rilevanza nazionale, che avrebbe dovuto essere "motivo di prestigio per il Corpo di Polizia Municipale e per tutta la Città" (come afferma il Dirigente con la determinazione n.84/2001), per le modalità con cui è avvenuta, è certamente diventata motivo di mortificazione per i cittadini di questa città. 
 
Capitolo sei: Richieste di intervento al Difensore Civico formulate da dipendenti comunali appartenenti alla sezione Verde Pubblico.
Vari dipendenti comunali hanno richiesto, in più riprese, l'intervento dell' Ufficio del Difensore Civico, lamentando di essere oggetto di provocazioni, intimidazioni, ingiustizie, persecuzioni, controlli di tipo poliziesco.
I dipendenti in questione appartengono o appartenevano al settore Lavori Pubblici, Servizio Verde Pubblico.
Già nella precedente relazione annuale (cap. 2 par. 2.D) avevo posto in rilievo le gravi carenze e disfunzioni relative al detto servizio, e tale stato di cose era stato anche segnalato all'Ufficio Ispettivo Assessorato Regionale Enti Locali, istituito ai sensi dell'art. 1 L.R. n. 25/62.
Le istanze di tali dipendenti dimostrano come ben poco si sia fatto per risolvere le problematiche da me evidenziate con la prima relazione e che ciò non può che portare disservizi per la città e malcontento tra i dipendenti.
Va comunque precisato che, a norma dell'art 5 del Regolamento dell'Istituto del Difensore Civico, quest'ultimo "non può intervenire su richiesta di soggetti legati da rapporti di impiego col Comune ......... per tutelare posizioni connesse al rapporto di lavoro".         In conseguenza il mio intervento,  rivolto al Sindaco ed al Segretario Comunale, ha avuto come obbiettivo il buon andamento della pubblica amministrazione e non certamente il prendere posizione e l'accertare il fondamento delle gravi accuse mosse da una dozzina circa di dipendenti comunali.
E' stata sottolineata, pertanto, la estrema gravità delle affermazioni fatte dai dipendenti e la necessità di una rigorosa verifica.
Ed invero venivano in più occasioni denunziati fatti che potrebbero avere rilievo anche penale.
In proposito si vogliono citare alcuni passi delle varie istanze, omettendo di riferire il nome degli autori e degli accusati, per la grave rilevanza giuridica delle questioni sollevate:
".... incapacità del .... di instaurare, organizzare .... rapporti di lavoro seri, professionali ....";
"Controlli di tipo poliziesco";
"....al fine di .... soddisfare l'esigenza di qualche consigliere comunale amico..";
".... per eseguire lavori .... a volte al limite della legalità ....";
" Il sottoscritto … dichiara di essere stato costretto dagli altri ricorrenti a sottoscrivere la nota di cui sopra …"
" … l'ennesimo atto subdolo e persecutorio diretto … a colpire la mia persona…"
"Tutto ciò viene svolto … senza le benché minime condizioni di sicurezza sul lavoro…"
"Con manifesta noncuranza della salute delle persone … nonché con assoluta sicurezza d'impunità, si preordina e si mette a punto un'azione persecutoria nei confronti dello scrivente…"
"Non si riesce ad immaginare cosa muove l'azione di un dirigente (forse volontà politiche o suggerimenti di uomini piccoli e frustrati) ad infierire con tanta energia nei confronti di un dipendente"
"Puntualmente però .... forse per attuare una azione intimidatoria sui dipendenti, vi fa ritorno più accanito di prima".
Affermazioni gravissime mosse nei confronti di un Funzionario ed, in parte, di un Dirigente Capo Settore e sul cui fondamento, come detto, il Difensore Civico non può indagare o intervenire.
Si è quindi richiesto al Sindaco ed al Segretario Comunale, con nota del 4.5.01, che venisse data al Funzionario accusato la possibilità di replica e difesa, portandolo a conoscenza delle critiche mossegli, e soprattutto che venisse avviata una rigorosa indagine volta ad accertare il fondamento o meno di quanto lamentato dagli istanti.
Il Sindaco, solo in data 23.7.01 con determinazione n.144, ha ritenuto di costituire una commissione di indagine, composta dal Segretario Generale, dall'esperto nominato e dal Dirigente Capo Settore Lavori Pubblici (peraltro destinatario di accuse), con il compito di accertare la fondatezza delle affermazioni contenute in una delle note inviate dai dipendenti, nonchè di riferire con apposita relazione.
Ebbene ad oggi non mi risulta che tale commissione abbia ancora trasmesso la relazione richiesta dal Sindaco.
Credo non sia necessario commento alcuno. Una situazione di aperto conflitto, di gravi accuse (fondate o infondate che siano) aventi certamente forti risvolti giuridici, viene lasciata a decantare per mesi e mesi, senza alcun intervento concreto da parte della Dirigenza e della stessa Amministrazione.

Capitolo sette : Incarichi a scavalco - corresponsione ai Dirigenti dell'indennità di funzione prevista dall'art. 38 DPR n. 333/90 per ogni settore cui è stata conferita la responsabilità di direzione.
Con determinazione n.39 del 13.03.96 il Sindaco del Comune di Acireale Senatore Cristoforo Filetti disponeva che venisse corrisposta ai Dirigenti, per ogni settore cui era stata conferita la responsabilità di direzione, l'indennità di funzione prevista dall'art. 38 DPR n. 333/90 e ciò con decorrenza dall'affidamento di ogni singolo incarico e quindi con efficacia retroattiva.
Tale provvedimento veniva motivato, tra l'altro, con richiamo all'art. 51 comma 6 L.142/90 ed al parere legale espresso da un professionista incaricato dal Comune.
Ritenendo illegittimo tale provvedimento, ho comunicato al Sindaco, al Segretario Generale ed al Collegio dei Revisori dei Conti che:
- La giurisprudenza citata nel parere dal professionista incaricato non si attagliava al rapporto di lavoro della Dirigenza.
- Il Consiglio di Stato sez.IV, con sentenza dell'8.7.99 n. 1191, ha sancito il principio in base al quale l'indennità di funzione dirigenziale, istituita a decorrere dall'1.10.90 dall'art. 38 DPR n.333/1990, è caratterizzata dall'unicità. In sostanza "per retribuire l'esercizio delle funzioni dirigenziali, non sono istituite tante indennità quante possono essere gli incarichi conferibili, ma vi è una indennità sola" (Gazzetta Giuridica Giuffré ItaliaOggi 1999 fasc.35 pag. 71).
- Tale posizione giurisprudenziale è in sintonia con la natura del contratto della Dirigenza e con il DPR n.333/90 in forza del quale i dirigenti degli enti locali devono ritenersi a disposizione dell'amministrazione per le esigenze connesse alle loro funzioni, oltre l'orario d'obbligo e senza diritto a remunerazione (Corte dei Conti reg. Sicilia sezione giurisdizionale 12.08.99 n.191).
- Il richiamo al comma 6 dell'art. 51 L.142/90 non appariva correttamente invocato, stante che tale norma non disciplina l'ipotesi del conferimento di incarico a scavalco e ciò prescindendo dal fatto che la legge n.127/1997 aveva modificato tale comma abrogandone l'ultimo periodo ( "il conferimento degli incarichi di direzione comporta l'attribuzione di un trattamento economico aggiuntivo che cessa con la conclusione o l'interruzione dell'incarico" ).
- Il C.C.N.L. del 10.04.96 dell'area dirigenziale non prevede nessuna indennità aggiuntiva per l'ipotesi di conferimento di incarico a scavalco.
In sostanza alcuni Dirigenti Capo Settore hanno percepito doppie o triple indennità di funzione a far data dal 23.07.92, in assenza di qualsiasi elemento normativo che legittimasse tali esborsi, che hanno assunto, nel tempo, proporzioni economicamente assai rilevanti.
Ho quindi richiesto il recupero delle somme erogate a titolo di indennità di funzione relativa agli incarichi a scavalco, configurando tali pagamenti danno erariale per l'ente.
A fronte di tali osservazioni il Segretario Generale, con nota del 31.7.01 ha affermato tra l'altro: "è opinione dello scrivente che qualsiasi posizione lavorativa, attribuita al dipendente, ancorché dirigente, è qualificata dal Decreto Legislativo n.29/93, ai fini della attribuzione della correlativa indennità, componente accessoria del trattamento economico tabellare in correlazione all'attività (posizione) effettivamente disimpegnata, sia in sede ordinaria (naturale preposizione di compiti di istituto), sia in sede aggiuntiva (reggenza ad interim di altra struttura organizzativa), per la qualcosa la duplicazione della indennità di posizione (ordinaria più quella aggiuntiva) risulterebbe perfettamente aderente all'assetto negoziale disposto dal vigente contratto collettivo di lavoro per il personale degli enti locali, ancorché dirigente".
Come può notarsi l'opinione del Segretario Generale non fa riferimento ad alcuna norma specifica (fatto salvo un generico riferimento all'intero Decreto legislativo n.29/93 composto da ben n.74 articoli), è espressa nella forma verbale del condizionale (risulterebbe… aderente) e, cosa ancora più importante, non individua né una norma che consenta il raddoppio dell'indennità, né pronunciamenti giurisprudenziali che confortino l'opinione espressa dal Segretario.
Quest'ultimo inoltre non risolve la questione sia perché esprime con la forma del condizionale una opinione, sia perché sente il dovere di richiedere l'ulteriore opinione del Funzionario Responsabile del Servizio Personale "e le eventuali iniziative al riguardo adottate".
Viene così ad investirsi della questione il Funzionario Responsabile dell' Ufficio Personale. A tale richiesta il predetto Funzionario, con nota del 14.8.01, comunicava "che la corresponsione ai dirigenti interessati dell'indennità aggiuntiva è scaturita dalla determinazione sindacale n.39 del 13.3.1996, per la cui stesura non è stato interessato questo Ufficio, il quale, pertanto non è in grado di esprimere alcuna opinione."
Successivamente il Sindaco, prendendo a motivazione proprio la predetta nota del Segretario Generale, ha ripristinato la corresponsione della indennità di funzione per ognuno degli incarichi dirigenziale conferiti a "scavalco", indennità che i dirigenti interessati da tali conferimenti di incarichi non percepivano più, per quanto mi risulta, dal novembre dell'anno 2000.
 
Capitolo otto: Viale Principe Amedeo - crollo muro di contenimento.
Nel gennaio 2000 crollava una parte di un muro di contenimento insistente sul Viale Principe Amedeo. Da tale data a tutt'oggi la parte di strada interessata dal crollo è stata transennata, con notevole restringimento della carreggiata stradale, e ciò proprio in prossimità dell'ingresso di una scuola elementare.
Per far ben comprendere l'iter del procedimento, voglio riportare stralci delle varie missive inviate:
Nota 24.02.2000 inviata al Dirigente Capo Settore LL.PP. ed al Funzionario Responsabile Servizio Strade
" La via P. Amedeo è da oltre un mese parzialmente interrotta a causa del crollo di parte di un muro di contenimento.
Il materiale che ha invaso una zona della carreggiata non risulta neanche essere stato adeguatamente transennato.
Con la presente richiedo pertanto relazione in merito a quanto segnalatoVi, nonchè agli accorgimenti ed ai  provvedimenti che si intendono adottare".
Nota 31.05.2000 inviata al Dirigente Capo Settore LL.PP., al Funzionario Responsabile Servizio Strade ed al Responsabile Ufficio Protezione Civile
"Il viale P. Amedeo è, dall'inizio dell'anno, parzialmente interrotto a causa del crollo di parte di un muro di contenimento.
L'Ente, ad oggi, ha solo provveduto a transennare la parte di  carreggiata interessata dal crollo.
Con la presente richiedo, pertanto, di sapere quale è l'intendimento dell' Ente in merito ai lavori di ripristino del muro di contenimento e quali gli atti che si intende porre in essere."
Nota 11/07/2000 inviata al Dirigente Capo Settore LL.PP., al Responsabile Ufficio Protezione Civile ed al Commissario Straordinario
"Vi rimetto copia della nota del geom. Rosario Urso che declina ogni competenza in merito a quanto richiesto da questo Ufficio.
Si invitano, pertanto, l'Ing. Barbagallo e l'Ing. Torrisi a voler riscontrare le richieste formulate con cortese sollecitudine, definendo le rispettive competenze in merito al procedimento."
Nota 20/10/2000 inviata al Dirigente Capo Settore LL.PP., al Responsabile Ufficio Protezione Civile ed al Commissario Straordinario
"In una altalena di rimandi e scarichi di responsabilità, di affermazioni smentite e confermate, ci si avvicina al primo compleanno del crollo del muro del Viale Principe Amedeo.
Stante che si procede anche "per le vie informali" … si chiede di sapere, ma in via formale, se e quando avranno inizio i lavori di ripristino, se gli stessi saranno eseguiti in danno del privato limitrofo alla strada, se e quali disposizioni o direttive siano state impartite in proposito dal Commissario Straordinario."
Nota 07/11/2000 inviata al Dirigente Capo Settore LL.PP. ed al Commissario Straordinario
"Con riferimento alla nota del 27.10.2000 prot. gen. 30849, già trasmessaLe dal Dirigente Capo settore LL.PP., con la presente sottolineo alla Sua attenzione che il muro di cui all'oggetto:
-è crollato nel gennaio  del corrente anno;
-si trova in prossimità dell'ingresso di una scuola elementare.
Non appare possibile che solo il 26.10.2000 si sia inviata al Prefetto la richiesta di ordinanza di demolizione del muro in questione, alla luce del grave intralcio che il crollo arreca alla circolazione.
La invito, pertanto, a voler adeguatamente valutare l'operato del Dirigente  in questione che, nel caso specifico, ha ritardato un intervento necessario ed indifferibile."
Nota 21/02/2001 inviata al Dirigente Capo Settore LL.PP. ed all' Assessore ai Lavori Pubblici
"Ho appreso in via informale che il T.A.R.  di Catania ha respinto l'istanza di sospensiva proposta dal ricorrente  sig…"
Si chiede pertanto  che si proceda con sollecitudine alla "riformazione del muro" in danno al predetto sig. …."                                                                                                                                                                                                                                                                       
Nota 06/06/2001 inviata al Dirigente Capo Settore LL.PP. ed all' Assessore ai Lavori Pubblici
"Avendo appreso in via informale che il T.A.R.  di Catania aveva respinto l'istanza di sospensiva proposta dal ricorrente …, con mia nota del 21/02/2001 prot. gen. 3496 chiedevo di procedere con sollecitudine alla "riformazione del muro" in danno al predetto …
Tale mio sollecito non ha avuto riscontro alcuno, mentre nessuna opera è stata avviata per l'eliminazione del problema.
Mi vedo pertanto costretto a reiterare la richiesta formulata con la citata nota del 21/02/2001".
A seguito di tale ultima richiesta, apprendevo che la Prefettura non aveva ancora emanato l' ordinanza di demolizione e ricostruzione in danno della ditta proprietaria (ex art. 30 D.L. n.285/1992),  provvedimento richiesto dal Dirigente Capo Settore con nota del 27.10.2000.
Provvedevo quindi a sollecitare la Prefettura all'emissione dell'ordinanza predetta, visto il decorso di quasi un anno dalla richiesta.
Ottenuta conferma telefonica dalla Prefettura dell'emissione del provvedimento, inviavo le ulteriori seguenti comunicazioni:
Nota 05/10/2001 inviata al Dirigente Capo Settore LL.PP. ed all' Assessore ai Lavori Pubblici
"Faccio seguito alla corrispondenza intercorsa per comunicare che ho sollecitato la Prefettura all'emissione dell'ordinanza di cui all'art. 30 D. L.  30.04.1992 n. 285.
In data 28/09/01 il dr. … mi ha telefonicamente  comunicato che il Prefetto aveva emesso il chiesto provvedimento e che era in corso la relativa notifica.
Vi invito quindi a porre in essere i consequenziali atti al fine di risolvere la ormai annosa problematica."
Nota 28/11/2001 inviata al Dirigente Capo Settore LL.PP. ed all' Assessore ai Lavori Pubblici
"Si sollecita risposta alla mia nota del  5.10.2001 prot. gen. 18980 rimasta ad oggi inevasa."
Ad oggi nessuna risposta è ancora pervenuta a tali ultime mie comunicazioni.
Dalla lettura degli stralci delle missive inviate spero emerga che il procedimento per l'esecuzione dei lavori di ricostruzione del muro crollato è stato caratterizzato da declini di responsabilità e competenze, nonché da ritardi inammissibili.
Basti pensare al fatto che il Comune ha richiesto al Prefetto la emissione dell'ordinanza prevista dall'art. 30 D. L.  30.04.1992 n. 285 solo in data 27.10.2000. 
Questo Ufficio si è quindi fatto carico di sollecitare personalmente la Prefettura ad emettere la chiesta ordinanza, ma anche dopo l'emissione del provvedimento non risulta essere stata posta in essere ulteriore attività, come peraltro è facilmente verificabile passando dal Viale Principe Amedeo.
Anche per tale procedimento ogni commento è superfluo. Resta l'amara constatazione del persistere, per due anni, del restringimento della carreggiata della via in questione, in prossimità di una affollata scuola.        
 
Capitolo nove : Recupero contributo costi di costruzione conseguenti alla Circolare dell'Assessorato Territorio ed Ambiente - Direzione Generale Urbanistica - n°1 del 18/04/90.
In data 19.4.01 richiedevo al Dirigente Capo Settore Urbanistica se, con riferimento a quanto stabilito dalla Circolare dell'Assessorato Territorio ed Ambiente n°1 del 18/04/90,
- si era provveduto ad individuare tutti i soggetti che avevano usufruito della riduzione del 50% del costo di costruzione pur non in presenza di iniziative edilizie di cui alla L.R. n°15/86;
- erano state emesse per tutti i soggetti interessati le conseguenti ordinanze di ingiunzione per il recupero del contributo del costo di costruzione non pagato al momento dell'atto del rilascio della concessione edilizia;
- si erano verificati casi di prescrizione dell'azione di recupero.
Si richiedevano, altresì, gli elenchi dei soggetti interessati dai relativi procedimenti.
Con nota del 21.5.01 l'Assessore all' Urbanistica ed il  Dirigente Capo Settore Urbanistica omettevano di fornire le informazioni richieste, sostenendo che:
- "La richiesta formulata … non appare eseguita nel rispetto dei principi previsti dalla Legge" a fondamento della azione del Difensore Civico.
- "Non fa riferimento a presunte omissioni, carenze, abusi o altro a danno di Cittadini ma … pretende di esercitare una funzione mista tra quella di indirizzo o di controllo"
Con nota del 25.5.01 contestavo il comportamento dell' Assessore e del Dirigente evidenziando, tra l'altro, che il Difensore Civico:
- è garante della imparzialità e buon andamento dell' Amministrazione Comunale (Statuto Comunale art. 16 comma 1);
- segnala, anche di propria iniziativa, abusi, disfunzioni, carenze, ritardi (Statuto Comunale art. 16 comma 1);
- può inoltre segnalare le disfunzioni riscontrate che possano pregiudicare il buon andamento e l'imparzialità della pubblica amministrazione (Regolamento dell'Istituto del Difensore Civico art.3 comma 3);
- ha diritto di ottenere dagli uffici del Comune l'esibizione di atti e documenti, nonchè  ogni notizia  connessa alla questione trattata (Statuto Comunale art. 16 comma 6);
- se richiesto dall'interessato, è tenuto al riserbo sugli atti di cui sia venuto a conoscenza in relazione all'istanza presentata o, comunque, al mandato conferitogli (Statuto Comunale art. 16 comma 9);
- può richiedere agli uffici del Comune atti e documenti, può convocare funzionari ed effettuare accertamenti direttamente presso gli uffici interessati (Regolamento dell'Istituto del Difensore Civico art. 6 comma 1);
- fornisce motivata risposta ad ogni istanza o segnalazione inoltrata al suo ufficio (Statuto Comunale art. 16 comma 7 lett. c);
- esperita l'istruttoria ... chiede ... l'adozione dei provvedimenti ritenuti idonei ovvero procede all'archiviazione del caso (Regolamento dell'Istituto del Difensore Civico art. 6 comma 3).
Evidenziavo altresì che il rifiuto opposto, oltre che violare le norme predette, impediva al Difensore Civico la corretta istruttoria della pratica e ne ostacolava le funzioni.
Con nota del 12/13.6.01, l'Assessore all' Urbanistica ed il Dirigente Capo Settore Urbanistica comunicavano quanto segue:
- "Questo Settore ha posto in essere attività per il recupero di somme per le quali precedenti gestioni non avevano adottato alcun provvedimento di recupero e di cui Ella ne è a conoscenza".
Rispetto a tale affermazione va evidenziato come la stessa non è rispondente a realtà, dal momento che dalle due istanze pervenute a questo Ufficio si evince l'emissione delle seguenti ordinanze di ingiunzione: n.84 del 12/05/1999 (Sindacatura Pennisi); n.210 del 14/09/2000; n.241 del 02/10/2000 (gestione Commissariale).
- "E' ovvio che il recupero è stato posto in essere nei confronti di tutti i soggetti, con esclusione di qualche caso per il quale si era verificata prescrizione estintiva".
In merito a tale frase si ricava che il recupero è stato posto in essere nei confronti di una parte dei soggetti interessati e che si sono verificati casi di prescrizione.
- "questo Ufficio a causa del limitato numero di personale, non è in grado di fornire risposta alle risposte" (o meglio domande) "generiche da Lei formulate".
In ordine a tale osservazione va rilevato come alcune delle risposte sono state fornite proprio con la nota del 12.6.01 Settore Urbanistica.
Questo Ufficio aveva infatti richiesto di sapere:
Se si era provveduto ad individuare tutti i soggetti che avevano usufruito della riduzione del 50% del costo di costruzione ed  a tale domanda è stata data implicita risposta quando si afferma che il recupero è stato posto in essere nei confronti di tutti i soggetti, con esclusione dei casi di prescrizione. Per poter affermare questo certamente il Settore Urbanistica deve avere conoscenza ed elencazione di tutti i casi interessati dalla Circolare di cui all'oggetto.
- Se erano state emesse per tutti i soggetti interessati la conseguenti ordinanze di ingiunzione; a tale domanda è stata data esplicita risposta  con l'affermazione che il recupero è stato posto in essere nei confronti di tutti i soggetti, con esclusione dei casi di prescrizione.
- Se si erano verificati casi di prescrizione dell'azione di recupero; anche a tale domanda è stata data esplicita risposta quando si afferma che per qualche caso si è verificata la prescrizione estintiva.
In sostanza il Dirigente e l' Assessore, pur fornendo alcune delle risposte richieste, continuavano a sostenere di non potere rispondere.
Con nota del 27/30.7.01 si proponevano al Settore Urbanistica le superiori osservazioni e si richiedeva l'elenco delle pratiche per le quali era intervenuta la prescrizione con l'indicazione del numero e della data delle relative concessioni edilizie, nonché l'elenco dei procedimenti di recupero tempestivamente attivati con pari indicazione di numero e data delle concessioni.   
Tale nota con i relativi allegati veniva altresì inviata per conoscenza al Sig. Sindaco ed al Sig. Segretario Generale e ciò in attesa della ricomposizione del Nucleo di Valutazione.
In riscontro a tale richiesta di elenchi il Dirigente Capo Settore e l'Assessore all'Urbanistica, con nota del 4/7.9.01, comunicavano di confermare "quanto già precedentemente comunicato con le note del 18/5/01 … e del 12/06/01."
L'Ufficio del Difensore Civico si è vista, quindi, negata la acquisizione di informazioni ed atti non solo dal Dirigente ma anche dall'Assessore, mentre nessun intervento è stato posto in essere né dal Sindaco né dal Segretario Generale malgrado la palese violazione da parte dell' Assessore e del Dirigente delle norme statutarie che disciplinano il diritto del Difensore Civico ad ottenere informazioni ed atti da parte degli uffici comunali. 0

Capitolo Dieci: Dati relativi ai procedimenti attivati e ripartizione per settori di competenza.
Il periodo di attività preso in esame è quello dall' 1.11.2000  al 31/12/2001
In tale periodo sono stati attivati n.109 procedimenti di cui n.66 risultano essere definiti e n.43 risultano essere ancora in corso. 
Suddivisione per Settori di competenza
                                              
Lavori Pubblici n. 42 procedimenti  di cui
-n. 28 definiti  e
-n. 14 da definire            
Polizia Municipale n. 27 procedimenti di cui
-n. 17 definiti e
-n. 10 da definire
Finanze n. 17 procedimenti di cui
-n.11 definiti  e
-n. 6 da definire
Solidarietà Sociale n. 16 procedimenti di cui
-n. 10 definiti e
-n. 6 da definire
(va precisato che nove procedimenti attengono al Servizio Igiene Ambientale)
Urbanistica n. 9 procedimenti di cui
-n. 4 definiti  e
-n. 5 da definire
Pubblica Istruzione e Beni Culturali n.6 procedimenti di cui
-n. 3 definiti  e
-n. 3 da definire
Sviluppo Socio-Economico n. 4 procedimenti di cui
-n. 1 definito  e
-n. 3 da definire
Affari Generali n. 2 procedimenti definiti
Servizi Demografici n. 1 procedimento definito
In riferimento ai superiori dati occorre evidenziare che molti procedimenti sono di competenza di due o più Settori, mentre altre pratiche hanno riguardato il Sindaco (sei procedimenti), il dismesso Servizio di Polizia Stradale (un procedimento) ed enti diversi dal Comune (tre procedimenti).
Viene comunque allegato alla presente relazione un elenco completo dei procedimenti trattati con l'indicazione dell'oggetto della pratica, della data di apertura del procedimento e di quella eventuale di definizione.
Dai superiori dati si evidenzia un sostanziale miglioramento del Settore Lavori Pubblici che lo scorso anno era stato oggetto di ben ottanta procedimenti, contro i quarantadue di quest'anno.
Pur restando tale settore destinatario del maggior numero di procedimenti, va dato atto della notevole riduzione degli stessi rispetto allo scorso anno, certamente conseguenza della efficace attività dell'Assessore ai Lavori Pubblici.
Il numero dei procedimenti resta comunque il più alto rispetto a tutti gli altri settori e ci si augura che l'azione dell' Assessore, dr. Silvio Cavallaro, possa portare nel prossimo futuro ad una maggiore efficienza di un settore così importante.
Va ancora evidenziato il dato positivo del Settore Servizi Demografici (oggetto anche quest'anno di un solo procedimento già definito) e del Settore Affari Generali, destinatario di due procedimenti definiti.
Occorre, peraltro, ricordare che il passaggio dalla gestione commissariale dell'Ente - in cui un solo soggetto era punto di riferimento delle istanze di una intera città - al governo politico, ha consentito alla città di avere come interlocutori trenta Consiglieri Comunali, otto Assessori ed un Sindaco. Ciò non ha però comportato la auspicabile diminuzione dei procedimenti, fatta eccezione come detto per il Settore Lavori Pubblici.
Ci si augura, pertanto, che per il futuro venga coltivato un maggiore dialogo tra le istituzioni e la città, che venga sviluppata una reale capacità di ascolto delle istanze di quei cittadini maggiormente bisognosi di aiuto e comprensione.
 
Conclusioni
Anche quest'anno voglio manifestare il mio sentito ringraziamento e la mia stima ai collaboratori dell' Ufficio del Difensore Civico: dr.ssa Maria Rosa Greco, sig.na Amelia Morello e sig.r Antonio Iacolino.
La qualità del loro impegno e la sensibile capacità di dialogo con i cittadini sono per me motivo di orgoglio.
Ringrazio ancora i tanti dipendenti comunali che hanno collaborato l'azione dell'Ufficio con serenità e spirito costruttivo, perseguendo insieme al Difensore Civico l' obiettivo della concreta risoluzione dei problemi dei cittadini. Non intendo però citarne i nomi in questa relazione per ragioni che sarebbe lungo spiegare.
Fatti tali ringraziamenti, mi accingo a chiudere la relazione con una riflessione che vuole rivolgersi all'intera comunità a cui sento di appartenere.
Da tempo cerco di capire quali sono gli elementi che spingono la città verso un progressivo isolamento culturale, sociale ed economico.
Questa città mi appare, a volte, un piccolo deserto circondato da fiorenti oasi.
Quali "idee guida", quale visione del futuro, come ci si collocherà in questo futuro, quale il senso di identità profonda che ci accomuna?
E soprattutto mi chiedo cosa ci tiene legati al palo, mentre altre città vicine vanno al passo coi tempi, risorgono e rifioriscono.
Nel mio libero ragionare posso pensare che la nostra comunità proietti nel futuro una visione di sé stessa identica a ciò che è oggi ed a ciò che era ieri.
Mentre il mondo cambia con vertiginosa velocità, noi pensiamo di poter restare al centro di questo cambiamento, fermi ed immutabili, credendo di rappresentare l'ombelico del mondo.
E così riteniamo che le nostre comuni quotidiane azioni siano imprese mirabili, le nostre colpe peccati veniali, mentre ci riteniamo artefici di opere grandiose quando riusciamo bene in qualcosa.
Siamo convinti che tutto il mondo ci invidi, ci ammiri  per il nostro stare immobili. Ma quanto riscontro troviamo a queste nostre convinzioni?
Scrivevano di Acireale F. Bourquelot e E. Reclus, studiosi e viaggiatori francesi dell'Ottocento: "Aci-Reale … gode … un posto importante nel commercio, e per una naturale conseguenza gran parte dei suoi abitanti vivono delle loro rendite, e formano la loro unica occupazione ad  oziare ne' caffè. … Aci -Reale, oltre i circoli e le associazioni, ove i fumatori più ciarlano e meno discutono, è sede di due accademie, feconde in pubblicare importanti lavori, ma quasi ignorate fuori dalla provincia."
Non vorrei che poco fosse cambiato da quando furono scritte queste osservazioni e che, ancora oggi, la nostra città riscuota scarsa attenzione ed ammirazione.
Certo si potrà ritenere che questi pensieri siano frutto di un pessimismo che, peraltro, non mi appartiene.
Ma se il paziente lettore vorrà, potrà associare questi pensieri alla rivelazione del bambino nella favola "I vestiti dell'Imperatore" di H.C. Andersen,  e forse il mio ragionare potrà essere visto sotto una diversa luce.
E così l'Imperatore aprì il corteo  sotto il sontuoso baldacchino.
<<Come sono belli! Che splendida giubba>> diceva la gente al suo passaggio. Nessuno voleva mostrare al proprio vicino di non vedere niente! 
<< Ma non ha niente addosso!>> esclamò, all'improvviso, un bambino.
Per un attimo tutti rimasero, attoniti, in silenzio; poi cominciarono ad urlare: <<E' vero! Non ha
roprio niente addosso.>>
L'Imperatore si sentì rabbrividire perché era sicuro che la folla aveva ragione; ma pensò: <<Ormai devo guidare il corteo fino alla fine>>.
E, ancora più fiero, continuò a camminare verso la reggia.
E malgrado tutto resto profondamente legato a questa città.
Forse per quello che potrebbe essere e non è.
Acireale 31 dicembre 2001


RICHIESTE D'INTERVENTO PER SOGGETTO ATTIVATORE

SINGOLO CITTADINO  N. 53 = 49,07%
ASSOCIAZIONE E/O  SOCIETA'    N. 07 = 6,48%
PLURALITA' DI CITTADINI    N. 20 = 18,51%
PROCEDIMENTI D'UFFICIO  N. 15 = 13,88%
SCUOLE    N. 4 = 3,70%
ALTRI    N. 10 = 9,25%
TOTALE   N. 109
 
RICHIESTE D'INTERVENTO PER MATERIA
SERVIZI ALLA PERSONA  N. 42 = 38,88%
SERVIZI AD ENTI   N. 8 = 7,40%
TERRITORIO    N. 27 = 25%
AMBIENTE    N. 12 = 11,11%
PERSONALE     N. 9 = 8,33%
IMMOBILI DI INTERESSE PUBBLICO    N. 3 = 2,77%
ALTRI    N. 8 = 7,40%
TOTALE    N. 109 

COMPOSIZIONE DELL' UFFICIO DEL DIFENSORE CIVICO
DIFENSORE CIVICO: Avv. Marcello Bonaventura
Impiegati:Dott.ssa Maria Rosa Greco
Sig.na Amelia Morello
Sig. Antonio Iacolino

ORARI E GIORNI DI APERTURA AL PUBBLICO
Lunedì - Mercoledì - Venerdì dalle ore 09,00 alle ore 13,00;
Martedì - Mercoledì - Giovedì dalle ore 15,00 alle ore 17,30;

Telefono: 095 895234 - 095 895313
Fax: 095 895234
E-mail:difensorecivico@comune.acireale.ct.it
http://www.comune.acireale.ct.it/difensorecivico/


PROCEDIMENTI ANNI 2000

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